belle e musica download

“La gente parla spesso della paura di cambiare/ Ma per quanto mi riguarda temo di più le cose che restano uguali/ Perchè non vinci mai la tua partita/ Se rimani nella stessa posizione troppo a lungo."
(Nick Cave, in questo album)
Dig!!!Lazarus Dig!!! è – per dirla in breve - figlio legittimo del progetto Grinderman, la cui l’influenza è facilmente riconoscibile tra le righe attraverso un suono che persiste, scorticato su un duro rock, presente nella gran parte di questo nuovo lavoro, in cui affiorano un po’ di manierismo e una ricerca ostinata a voler a tutti i costi evitare l’ovvio. Il disco è concettualmente differente da Grinderman, anche se il passo, la rotta istintiva restano le stesse, sia attraverso le trame blues sia attraverso la forza di sonorità tirate, ruvide, accattivanti, anche più orecchiabili (vedi la title track).
La musica è stata scritta pensando alla chitarra (ad un'acustica ritmica, come ha precisato lo stesso Cave), eliminando volutamente il piano. Ma è anche vero che il risultato non è poi così diverso da ciò che istintivamente ci si può aspettare: sulle chitarre Cave e i Bad Seeds hanno costruito un tappeto sonoro "noise" che richiama il Cave più aggressivo, quello del ritorno alle radici.
Dig!!! Lazarus Dig!!! è il quattordicesimo album di studio dei Nick Cave & The Bad Seeds. Il ritorno dei Bad Seeds era atteso dal 2004, ma attenzione dei Bad Seeds originari (quelli di 25 – 30 anni fa) non c’è più nessuno. Fra i nuovi la figura emergente è quella di Michael John Harvey (nato a Rochester, Victoria, in Australia ovviamente, il 29 settembre 1958): compositore, arrangiatore, produttore discografico e ottimo polistrumentista (suona chitarra, basso, pianoforte, batteria e canta anche). Deve avere le braccia forti e le spalle larghe visto che prende il posto del mitico Blixa Bargeld, di cui avremo occasione di tornare a parlare in futuro.
Tornando a questo cd, a mio avviso il brano migliore è More news from nowhere. Ma trovo comunque mediamente più convincenti le canzoni veloci e cattive rispetto alle altre, un esempio per tutte: Lie Down Here (And Be My Girl).
Tracks:
01. Dig, Lazarus, Dig!!!
02. Today's Lesson
03. Moonland
04. Night Of The Lotus Eaters
05. Albert Goes West
06. We Call Upon The Author
07. Hold On To Yourself
08. Lie Down Here (And Be My Girl)
09. Jesus Of The Moon
10.
11. More News From Nowhere
Free download:
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jESSICA Difeo
Questa modella è un caso singolare per la strana parabola del suo successo: ha infatti vissuto una carriera fatta di repentine affermazioni e brusche disconferme.

Nel luglio del 2002 è stata Cybergirl di Playboy per una settimana, poi l’hanno smollata, ik suo curriculum nella scuderia di Hefner lì comincia e lì finisce. Se non sia piaciuta lei ai redattori o se sia accaduto qualcosa lo ignoro.

Ma come è evidente la ragazza non è priva di risorse, sicché non si è rassegnata a tornare nell’anonimato. Nonostante la sua ostinazione però - nelle riviste prestigiose - non sembra aver fortuna.

Mystique-magazine le ha dedicato un numero (dove è apparsa in tutto il suo fulgore), ma un numero solo.

E la nostra Jessica sta scivolando, in quella che sembra la fase finale del suo lavoro, verso siti meno eleganti e che richiedono una maggiore apertura (non mentale), cui peraltro la bruna modella di origini italiane non si sottrae.

Nata nel selvaggio west a Phoenix, in Arizona, il 12 maggio 1977, ora vive su una spiaggia in California (Huntington Beach).

L’evoluzione discontinua sul piano professionale fa sì che molte gallery siano, nella serie finale delle pose fotografiche, abbastanza oscene.

Non apritele se non siete convinti che certe posture siano compatibili con il vostro buon gusto. Non tutti muovono per la cattiva strada e avete ottima musica scaricare, anziché perder tempo ad indignarvi.

A meno che la cosa non vi piaccia: intendo l’indignarvi, non Jessica. Lei è troppo facile che possa piacere.

Queste poche foto risalgono a 6 anni fa (la Cybergirl):
http://www.proving-grounds.net/forum/showthread.php?t=12463

Queste invece sono recenti:
http://5starbabes.ucgalleries.com/gallery.php?id=555135
http://5starbabes.ucgalleries.com/gallery.php?id=1054947
http://www.gallery-dump.com/index.php?gid=180217
http://5starbabes.ucgalleries.com/gallery.php?id=555183
http://5starbabes.ucgalleries.com/gallery.php?id=555220
http://5starbabes.ucgalleries.com/gallery.php?id=976833
http://5starbabes.ucgalleries.com/gallery.php?id=555213
http://5starbabes.ucgalleries.com/gallery.php?id=555179
http://www.nudecelebforum.com/t25184-jessica-difeo.html
http://www.hornybb.org/viewtopic.php?t=95933&sid=4ae4b70424e103210c4c5181bf5e8e6c
http://www.hornybb.org/viewtopic.php?t=46771
http://jessicadifeo.blogspot.com/
http://www.galleries.badgirlsblog.com/albums/jessicadifeo/jessica_difeo_blue_shirt.html
http://www.galleries.badgirlsblog.com/albums/jessicadifeo/jessica_difeo_highlights.html
http://www.galleries.badgirlsblog.com/albums/jessicadifeo/jessica_difeo_coquette.html
http://www.galleries.badgirlsblog.com/albums/jessicadifeo/jessica_difeo_is_hot_and_horny.html
http://www.galleries.badgirlsblog.com/albums/jessicadifeo/jessica_difeo_jessica_takes_it_off.html
http://www.galleries.badgirlsblog.com/albums/jessicadifeo/jessica_difeo_pink_panty_party.html
http://www.galleries.badgirlsblog.com/albums/jessicadifeo/jessica_difeo_sexy_black_belly_dancer.html

E queste infine sono alcune gallery da scaricare:
http://rapidshare.com/files/82417209/JessicaDifeo_Danni_Coquette.zip
http://rapidshare.com/files/86074293/Jessiaifeo_Earlywork_34_DAN.rar
http://rapidshare.com/files/96227960/Jessica_DiFeo_-_Pink_Panty_Party.rar
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Guns N' Roses - G N' R Lies (1988)
Si tratta di una compilation, ma non di una semplice antologia: infatti le prime quattro tracce erano tratte dall'EP Live Like a Suicide, già pubblicato dalla band due anni prima in edizione limitata (solo diecimila copie diffuse esclusivamente a Los Angles). Le altre quattro canzoni, tutte registrate con chitarre acustiche, erano invece inedite, ad eccezione di You're Crazy che era già uscita con l'album di debutto della band (Appetite for Destruction), e compare qui registrata nella sua versione originale.
One in a Million fu il brano al centro dello scandalo, per ogni album del gruppo ve n’è uno. In questo caso si trovarono nel mirino dell’accusa per razzismo, a causa dei riferimenti in tono spregiativo a niggers (negri), faggots (froci) e immigrants (immigrati) contenuti nel testo. Proprio per questo motivo i Guns N' Roses furono esclusi dal concerto del Band Aid. Benché il contenuto di questa canzone sia inequivoco, il presunto intento xenofobo può essere inteso come tale solo alla luce di un moralismo politically correct.
Per scartare ogni ipotesi che attribuisca alla band una ideologia complessiva riferibile a questa provocatoria canzone è sufficiente ricordare che la madre di Slash è di colore e che Axl Rose era un noto fan di Elton John e Freddie Mercury (entrambi dichiaratamente gay).
Quando si parla dei Roses è sempre Axl che balza in primo piano, il che è in certo modo inevitabile, ma anche ingiusto verso gli altri. In particolare verso una personalità del calibro di quella di Slash, quindi permettetemi di soffermarmi solo un istante su questo fantastico chitarrista di origine inglese ( è nato ad Hampstead il 23 luglio 1965 con il nome di Saul Hudson).
Per dieci anni, dal 1985 al 1995, è stato la spina dorsale della band: possiamo definirlo uno strumentista rock-blues classico, fortemente influenzato da Joe Perry, Jimmy Page, Ace Frehley e Jeff Beck.
Marcato dal suo look inconfondibile (gran cappello cilindrico in testa da cui esplodono una massa di ricci neri) è autore di riff memorabili (Paradise City, Sweet child O' mine, Welcome to the Jungle, You could be mine, ecc.) con i quali ha contribuito alla composizione di Appetite for Destruction, l’album di maggior successo del gruppo. È uscito dai Roses per totale rottura dei rapporti con Axl.
Tracce:
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Guns N' Roses – The Spaghetti Incident? (1993)
Il link che consentiva di scaricare questo album cui era dedicato un post a maggio è venuto meno. Con piacere dunque lo ri-edito aggiungendo qualche notizia in più.
I Guns non sono sempre nelle mie corde (come tutto ciò che punta più sugli effetti speciali che sulla sostanza). Ripeto: “non sono sempre”, il che significa che ogni tanto lo sono (come le belle con aria da “puta” che ogni tanto compaiono fra le linde e pinte del blog).
Questo album estremamente controverso è uno di quelli che più mi diverte ascoltare nella loro produzione.
Estremamente controverso, fra le altre cose perché – alla ricerca dei soliti effettacci - Axl inserì (contro la volontà degli altri componenti) come traccia nascosta la cover di Look at Your Game, Girl, canzone scritta dal serial killer Charles Manson. Il pezzo dura 2:34 minuti ed inizia pochi secondi dopo il termine dell'ultimo brano, I Don't Care About You.
Controverso (da controversia giuridica in tribunale) è anche la parola giusta per spiegare l’origine del titolo. Steven Adler, l’ex batterista dei Guns in un processo del 1992, da lui intentato agli ex-compagni per accusarli di mobbing sostenne di essere stato continuamente tormentato dalle loro angherie. A titolo di esempio raccontò di una sera in cui, a cena prima di un concerto, gli fecero sparire il suo piatto di spaghetti. Così quello che doveva essere in origine il terzo volume Use Your Illusion fu poi scorporato, per diventare (ovviamente col punto interrogativo) l’incidente degli spaghetti.
In fondo l’album è la raccolta delle tracce registrate con Izzy Stradlin durante le sessioni per Use Your Illusion I ed Use Your Illusion II (vedi i relativi post); contiene esclusivamente cover, per la maggior parte di brani punk e glam rock realizzati tra gli anni settanta ed ottanta. Duff McKagan, allora bassista dei Guns, canta in Attitude, mentre Michael Monroe degli Hanoi Rocks ha collaborato ad Ain't It Fun.
Il vero nome di Axl è William Bradley Rose; esso lo volle cambiare in quanto William era anche il nome del padre che lo picchiava da piccolo. Secondo una leggenda metropolitana (mai confermata e mai smentita) che diede molta pubblicità al cantante egli scelse di chiamarsi Axl perché l'anagramma di "Axl Rose" è "Oral Sex".
Gli ex componenti del gruppo descrivono Axl come un'individuo dalle multiple personalità. Slash in un'intervista dichiarò che un attimo aveva la semplicità e l'innocenza di un bambino mentre l'attimo dopo sembrava un cane sbucato dall'inferno.
Tracce:
1. Since I Don't Have You
2. New Rose
3. Down On The Farm
4. Human Being
5. Raw Power
6. Ain't It Fun
7. Bick Makane
8. Hair Of The Dog
9. Attitude
10. Black Leather
11. You Can't Put Your Arms Around a Memory
12. I Don't care About You
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Katharine Hepburn
Bella di una bellezza tagliente, fiera e ironica; lei che sembrava così orgogliosa, altera e difficile (e difficile lo era davvero) si è poi rivelata la più romantica di tutte, appassionatamente devota a un unico grande amore. Quello per Spencer Tracy. E siccome lui era (oltre che bevitore senza pari e uomo straordinario) cattolico e non ha mai inteso divorziare o smembrare la sua famiglia, Katharine ha accettato con superba pacatezza - pur nell’animosità che ha sempre caratterizzato il loro rapporto - di vivere per decenni un amore semiclandestino senza mai recedere o deviare da questa sua sublime devozione. Tant’è che oggi è impossibile cominciare a parlare dell’una senza citare l’altro.
Katharine Hepburn nacque a Hartford, la capitale del Connecticut il 12 maggio 1907. Il padre, Thomas, progressista controcorrente, urologo, nato in Virginia e discendente di una famiglia inglese, era uno strenuo assertore della profilassi pubblica e della necessità di informare la gente sui rischi delle malattie veneree, un argomento del quale all'epoca nessuno parlava. La madre, Katharine Martha Houghton, nativa di Corning (New York), suffragetta e sostenitrice della contraccezione, fu la fondatrice, con Margaret Sanger, di Planned Parenthood, associazione per la promozione dell'aborto e della maternità responsabile e pianificata.
La casa degli Hepburn era, quindi, un ambiente privo di argomenti-tabù in cui si affrontavano serenamente davanti ai figli argomenti di carattere sociale, politico o sessuale. Nel corso della sua vita adulta, Katharine Hepburn avrebbe in più occasioni riconosciuto ai suoi genitori il merito di averla fatta crescere libera da pregiudizi, indipendente e con la curiosità di fare sempre nuove esperienze.
Avviata allo sport dal padre, Katharine si impegnò nel nuoto, nell'equitazione, nel golf e nel tennis, tra l'altro vincendo la medaglia di bronzo a una gara di pattinaggio artistico al Madison Square Garden di New York e raggiungendo le semifinali di un torneo giovanile femminile di golf del Connecticut. Il suo sport preferito però fu il nuoto: da ragazza aveva l'abitudine di tuffarsi nel freddo specchio di mare di fronte casa sua, e non perse l'abitudine di mantenersi in forma nuotando fino ad ottant’anni.

La sua infanzia fu funestata da un episodio che ebbe conseguenze a lungo termine anche nella sua vita adulta: un giorno trovò il fratello Tom impiccato a una corda pendente da una trave. Sebbene le circostanze facessero pensare al suicidio, i genitori rigettarono questa ipotesi, ritenendo piuttosto che Tom fosse rimasto vittima di qualche esperimento condotto maldestramente e finito tragicamente. Indipendentemente dalla ragione della morte di suo fratello, Katharine cadde in depressione e vi rimase per lungo tempo. Evitò per molto tempo i ragazzi della sua età, e studiò a casa per parecchio tempo. Per molti anni usò come propria la data di nascita di Tom (8 novembre) e rivelò la vera data solo nella sua autobiografia Me: Stories of my Life.

Si sposò nel 1928 con l'uomo d'affari Ludlow Ogden Smith, al quale Katharine chiese di invertire il cognome per non doversi confondere con la cantante Kathe Smith. Tra alti e bassi il matrimonio andò avanti fino al 1934, anno del divorzio tra i due avvenuto in Messico e formalizzato negli Stati Uniti nel 1942. Nonostante il fallimento del matrimonio, Katharine riconobbe sempre a suo marito il sostegno morale e finanziario datole durante i primi anni della sua carriera di attrice.
Il 1928 segnò anche l'esordio a Broadway nella commedia teatrale Night Hostess, dopo anni di apprendistato nei teatri di Baltimora. Fu poi chiamata a sostituire l'attrice protagonista di The Big Pond in scena al Great Neck di New York, licenziata a pochi giorni dalla prima teatrale. Katharine si trovò all'improvviso sulla scena e non diede una prova convincente, tanto che fu tolta dal cast e destinata a produzioni minori. Toccò poi alla stessa Hepburn venir licenziata poco prima di andare in scena con Art and Mrs. Bottle, ma siccome la produzione non trovò un'altra attrice disponibile, dovette riassumerla. Nel 1932 si fece però notare per la sua interpretazione di Antiope nel dramma The Warrior's Husband, una moderna rivisitazione di Lisistrata. La piéce ebbe recensioni favorevoli e di Katharine Hepburn si iniziò a parlare anche a Hollywood, non solo più a New York.
La RKO la contattò per un provino che andò a buon fine, tanto che le fu affidata la parte di protagonista in Febbre di vivere (A Bill of Divorcement, 1932, diretto da George Cukor, regista con il quale Katharine intreccerà un lungo sodalizio professionale). Un anno dopo arrivò addirittura il suo primo Oscar, come protagonista in Morning Glory, 1933, di Lowell Sherman). Raffinata attrice proveniente dal palcoscenico, alla Hepburn vennero affidati parti di donne forti e volitive come in Il diavolo è femmina (Sylvia Scarlett, 1935, George Cukor) e soprattutto Susanna (Bringin Up Baby, 1938, Howard Hawks), insieme a Cary Grant e a un famoso leopardo addomesticato. Notevoli dal punto di vista artistico e della recitazione, tali film non ebbero tuttavia un immediato successo di pubblico, tanto che la Hepburn fu ribattezzata Avvelenatrice di botteghini.
Visto il suo scarso successo commerciale e il suo stile non conformista, i dirigenti della RKO azzardarono la previsione che la Hepburn che non sarebbe mai diventata una stella e stanchi dei suoi insuccessi commerciali la licenziarono in tronco, ma arrivò invece il film che l'avrebbe definitivamente imposta al grande pubblico: Scandalo a Filadelfia (The Philadelphia Story, 1940, George Cukor). Il film era tratto dall'omonima opera teatrale che la stessa Hepburn aveva interpretato un anno prima a Broadway. Il film, che vedeva anche la partecipazione di Cary Grant e James Stewart, fu prodotto dalla MGM (che godette quindi senza attesa dei lauti incassi che Katharine ormai garantiva).

Scandalo a Filadelfia fu infatti il film con il quale il pubblico cambiò atteggiamento nei suoi confronti decretandone il successo da grande star, successo che avrebbe resistito anche allo scorrere del tempo.
Il modello femminile che lei incarnava non era esattamente rispondente al cliché classico della donna di quei tempi, in genere anonima, di contorno e fondamentalmente sottomessa (anzi esprimeva l’esatto opposto). Non esattamente un modello di bellezza classica, ma forte, audace e ironica, invece, la Hepburn iniziò a diventare popolare proprio in un periodo in cui, con gli uomini partiti per la guerra, le donne iniziavano ad avere un ruolo più incisivo nella società americana. Fu, in realtà, un periodo fertile per molte attrici non conformiste del panorama cinematografico di quegli anni (Lana Turner, Bette Davis, Lauren Bacall e Rita Hayworth, per fare qualche esempio). La Hepburn si divertiva a spiazzare ammiratori e giornalisti con risposte apparentemente senza senso, che avevano il solo scopo di mettere alla berlina la curiosità di conoscere i particolari della vita privata dei personaggi pubblici. Una volta, alla domanda se lei fosse sposata, rispose «Non ricordo» e, se avesse figli, rispose: «Due bianchi e tre neri». Questa avversione nei confronti dei media durò fino a tarda età, tanto che solo nel 1973 si sarebbe concessa al pubblico di un talk-show televisivo. E ciò secondo il vostro Signore Oscuro, nonostante il tardivo momento di debolezza senile, dovrebbe di certo averle procurato un posto in paradiso.

Al film che seguì, La donna del giorno (Woman Of The Year, 1942, George Stevens), è legato l'episodio che segnò una svolta nella vita sentimentale di Katharine Hepburn. Un anno prima il regista e produttore Joseph Mankiewicz le aveva presentato l'attore Spencer Tracy, che avrebbe dovuto recitare con lei sul set; l'attrice, che quel giorno indossava tacchi alti, lo salutò dicendogli: «Temo di essere troppo alta per lei, signor Tracy…». Mankiewicz intervenne dicendo: «Non preoccuparti, ti accorcia lui». Fu l'inizio di una lunga relazione professionale e personale: essi duettarono (e spesso duellarono) sia sulla scena che nella vita fino al 1967.
Nel 2003, come epitaffio, il Daily Telegraph scrisse:
« Katherine e Spencer erano tanto più seducenti quanto più le loro schermaglie verbali erano affilate. Difficile dire se essi trovassero più soddisfazione l'una nell'altro o nella battaglia ».

Comunque sia, la coppia non convisse mai e condusse vita discreta, perché il pubblico non avrebbe apprezzato una relazione extraconiugale soprattutto da parte dello sposato Tracy. Furono nove i film in cui i due apparvero da co-protagonisti, tra cui La costola di Adamo (Adam's Rib, 1948, George Cukor) e Indovina chi viene a cena? (Guess Who's Coming to Dinner, 1967, Stanley Kramer), l'ultimo film di Spencer Tracy, che tratta con tono divertito il tema dell'integrazione razziale (presente anche l'attore Sidney Poitier come fidanzato della figlia della coppia Hepburn-Tracy). Nell'occasione, la Hepburn recitò sulla scena il ruolo della madre di Katharine Houghton, della quale era, nella vita reale, la zia. Per tale film, l'attrice ricevette il suo secondo Premio Oscar.
Secondo quanto da lei stessa dichiarato, Katharine Hepburn non guardò mai Indovina chi viene a cena? perché le ricordava con dolore Spencer Tracy. Per rispetto alla famiglia di Tracy, la Hepburn preferì non partecipare al suo funerale.

Il leone d'inverno (1968, Anthony Harvey), interpretato insieme a Peter O'Toole, fu il film con il quale Katharine Hepburn vinse il suo terzo Oscar, secondo consecutivo dopo Indovina chi viene a cena?. Il quarto arrivò, infine, nel 1982, con il film Sul lago dorato (On Golden Pond, 1981, Mark Rydell), insieme al primo e unico Oscar di Henry Fonda, premiato come miglior attore protagonista per lo stesso film. Il film fu prodotto da Jane Fonda, che vi interpretò la parte della figlia.

Un'altra interpretazione famosa, con la quale l'attrice si guadagnò una delle sue dodici nomination, fu La Regina d'Africa (1951, John Huston): suo partner sul set fu Humphrey Bogart nei panni di un capitano tanto coraggioso quanto alcolista, convinto dalla missionaria Hepburn ad attaccare con la sua barca una nave tedesca. Le riprese del film fur